Un pensiero teologicamente sbagliato!
La notte scorsa, tornando dalle prove con la mia band, come una luce improvvisa si è dispiegato nella mia mente il versetto di Gv 14,2: “Io vado a prepararvi un posto”. Ho pensato a tutte quelle volte in cui andiamo al cinema, al teatro, ad una conferenza, ad un concerto, al ristorante, ad una celebrazione, situazioni in cui la consapevolezza di un sovraffollamento ti induce a formulare le famose frasi: ”Tienimi un posto” o ”Ti tengo il posto”. Si sa, chi arriva prima, in una comitiva di amici, conserva il posto al resto della compagnia (sempre che una signora inferocita non apostrofi aspramente e coloritamente il puntuale del gruppo). Sicuramente il significato teologico del versetto è altro da ciò che qualche notte fa, sulla strada verso casa, ha fatto compagnia alla mia mente e al mio cuore. Gesù è quell’amico che va a ‘tenerci’ il posto, arriva prima allo spettacolo e, non solo riserva quelle poltrone, ma le ’prepara’, cioè, le rende comode e conformi a noi, le cura e le rende accoglienti. Immagino un sovraffollamento anche in Paradiso (a discapito di quanto si dica riguardo la difficoltà di andarci), persone che sgomitano per assistere e partecipare alla Gloria del Padre, un mega concerto di lode. E’ vero: non tutti ce la faranno ad arrivare, a prendere il posto, a capire l’importanza del Cielo, ma molti sono i figli che vogliono godersi quello spettacolo, e Gesù è quell’amico che arriva prima e ci rassicura che troveremo la nostra seduta, la nostra dimora perfetta, è lì, ce lo promette e nessuno occuperà quella “collocazione riservata” per noi. Ci aspetta, prepara gli snakes, e sono certa che metterà a tacere quella signora lamentosa :p
Un brano per te…